Il corpo umano è composto per la maggior parte di acqua, circa il 70%, e una corretta assunzione del necessario fabbisogno giornaliero è indispensabile per la vita.

E’ possibile digiunare dai cibi per un tempo abbastanza lungo, poiché la nostra macchina è in grado di trarre nutrienti da riserve energetiche presenti nel nostro corpo, è invece impossibile proseguire un digiuno idrico anche per pochi giorni, poiché una volta consumate le riserve idriche la nostra vita termina.

Le riserve idriche

La percentuale di acqua presente nel nostro corpo presenta notevoli differenze, in funzione di età, costituzione, alimentazione e stile di vita. Da giovani siamo più ricchi di acqua, soprattutto nei tessuti molli, pelle e tessuti connettivi sottocutanei, invecchiando il livello di acqua nel nostro corpo tende a diminuire progressivamente, passando dal 75% di un bambino ad un 50% negli anziani.

E molto facile notare le differenze di questo effetto di disidratazione, osservando la pelle; questa appare meno liscia, più secca e meno elastica e pressione o sollecitazioni lascano segni che durano più tempo.

Invecchiando è perciò necessario mantenere livelli di idratazione corretta (bere più acqua) così da compensare la naturale disidratazione che avviene con l’invecchiamento.

Come abbiamo detto l’acqua è presente in ogni componente del nostro corpo e l’immagine mostra la percentuale di acqua stimata che compone i nostri organi principali.

Percetuale di acqua nei nostri organi principali

Figura 1 : Percentuale di acqua negli organi principali

Quanto è importante un corretto livello di idratazione?

L’acqua moltissime funzioni nel nostro corpo, ci aiuta a digerire, assorbire il cibo, a regolare la temperatura corporea, a eliminare tossine e i rifiuti tossici, controlla la fluidità del sangue, protegge i tessuti, lubrica le articolazioni, trasporta nutrienti alle cellule, aiuta il metabolismo ed è implicata in quasi tutte le funzioni biologiche necessarie ad una vita in buona salute.

La disidratazione peggiora o causa disturbi molto comuni, che le persone non collegano mai alla mancanza di acqua, come mal di testa, affaticamento, allergie e dolori muscolari. Un corpo ben idratato difficilmente ha questo tipo di disturbi.

Persone cronicamente disidratate soffrono anche di numerose malattie, causate dal fatto che le tossine non riescono ad essere smaltite con facilità. Bere più acqua significa anche stimolare i reni e diminuire la ritenzione idrica e il gonfiore. Uno dei motivi per chi non riesce a perdere peso, anche mangiando poco, è sicuramente perché sta bevendo poco.

Quando bisogna bere?

Se siamo in viaggio in auto e si accende la spia della riserva della nostra vettura che ci permetterà di fare ancora 30km, mentre il prossimo distributore si trova a 70 km, ho la sensazione che difficilmente arriveremo a destinazione. Certo possiamo rallentare e provare a consumare meno, ma difficilmente riusciremo a dimezzare i consumi.

La sete il morso della fame sono i meccanismi con il quale il nostro corpo ci richiede liquidi (la spia della riserva), ma quando questo accade è il segnale che siamo già disidratati, e per non collassare ci chiede aiuto, fornire la necessaria quantità di acqua. In questa situazione di disidratazione si prova ansia, irritabilità, depressione, crampi e ricerca di dolci.
Proseguendo senza idratarci inizieranno dolori alle articolazioni, crampi più forti, dolori di schiena, stitichezza, coliti.

Bicchieri acqua per peso corporeo

Figura 2 : Bicchieri acqua per peso corporeo

Quanto bisogna bere?

Dati statistici dicono che il 75% delle persone sono cronicamente disidratate, cioè la maggior parte di loro non assume il fabbisogno minimo giornaliero di acqua ogni giorno. Molti consumano quantità inferiori al litro d’acqua e anche meno, spesso sotto forma di caffe, tè e bevande zuccherate e a base di alcol, che praticamente “rubano” acqua all’organismo.

Una perdita di acqua del 2% (1 ora di attività fisica) ci dà senso di affaticamento generale, una perdita del 3% causa una discreta perdita della forza muscolare, mentre una perdita del 4% provoca confusione mentale, problemi di memoria a breve, difficoltà di attenzione e una calo di circa il 30% della capacità di svolgere funzioni fisiche. Arrivando al 5% ci possono essere scompensi della termoregolazione e tachicardia, mentre al 7% può esserci collasso.

In figura 2 vi è un’immagine che indica una linea guida dei consumi giornalieri d’acqua per peso corporeo.

Attenzione! questa non vuole essere una prescrizione medica, ma un’indicazione di massima, raccolta da fonti open source disponibili on-line, e anche da siti accreditati dell’informazione fornita. Per precise prescrizioni rivolgersi al proprio medico.

By |2017-07-22T12:15:08+00:00luglio 25th, 2015|Nutrizione|0 Comments

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