Oggi le difficoltà economiche sono un problema comune, se una volta essere un lavoratore significava povertà e imprenditore ricchezza, oggi questo non è più vero. Sono tutti in difficoltà e superare la terza settimana del mese sta diventando una difficile meta da raggiungere per chiunque,

chiaramente non stiamo parlando dei mega dirigenti e delle multinazionali, ma di quelle centinaia di migliaia di piccole aziende, che danno il lavoro alla maggioranza dei lavoratori in Italia.

Nel corso del 2012 hanno chiuso circa 146.000 aziende, e secondo l’ISTAT il tasso di disoccupazione nel 2013 sarà peggio dell’anno passato che era dell’11%

Questi numeri dovrebbero farci pensare, poiché diventa incerta anche quella certezza di avere un posto di lavoro fisso, poiché domani la tua azienda potrebbe fare parte di una di quelle 146.000 già chiuse ieri e chiunque potrebbe entrare in quella statistica che il prossimo anno alzerà ancora di più l’indice di disoccupazione.

Molte delle cose che sappiamo e convinzioni su cui basiamo le nostre scelte ci sono “state inserite” da professori, genitori, parenti e amici. Vecchie idee, pregiudizi, false e/o errate convinzioni ci spingono alla ricerca di un lavoro sicuro, un lavoro dipendente quello che spesso viene identificato come una certezza, anzi l’unica. Diventa difficile per noi prendere in considerazione altre opportunità, poiché diverse e non conformi all’informazione che ci è stata inserita sino dall’infanzia, anche se poi in realtà ci potrebbero dare molto di più in termini di realizzazione, soddisfazione e crescita.

E’ chiaro perciò come questa diventa la regola e l’unico indice di valutazione delle opportunità che ci vengono offerte, e quindi una possibile ragione per cui le persone non possono migliorare il proprio futuro e così molti, che non riescono a cancellare queste informazioni inserite, non hanno la possibilità di vedere nuove opportunità di lavoro che potrebbero cambiare in meglio la situazione attuale. Chiaramente non dico che un neuro chirurgo debba fare il muratore e neanche che un muratore debba fare il chirurgo, ma nel mezzo ci sono la maggioranza delle altre persone che invece potrebbero portare grandi positivi cambiamenti alla propria vita

Ma se sei senza un lavoro, oppure non riesci ad arrivare a fine mese e nonostante le decine di colloqui non riesci a trovare un lavoro, non sarebbe il caso di valutare anche altre opportunità alternative alle uniche posizioni che stai cercando?

Avendo una famiglia da mantenere, figli da vestire e mandare a scuola, mutui da pagare, prestiti da restituire se sei senza un lavoro diventa impossibile onorare questi doveri, perché la famiglia, i figli, le banche, gli amici, i debiti e la fame non vogliono e non possono aspettare che tu riesca a trovare la tua “certezza”.

Il mio lavoro di incaricato alle vendite di una grande multinazionale nel settore della vendita diretta, mi porta a fare centinaia di colloqui con persone che vogliono migliorare e cambiare il proprio futuro, poiché per la nostra azienda in continua crescita, siamo alla continua ricerca di nuovi incaricati.

Spesso in questi colloqui ricevo risposte tipo: ci devo pensare, ma io ho lavorato 15 anni come …, ma io ho studiato per fare …, interessante ma …, non so se sarei capace, ma io vorrei, non ci credo.
Ego, paura di non riuscire e dei cambiamenti, questo è quanto, secondo me, emerge da tutte queste risposte.

E ora una domanda alla quale mi piacerebbe avere una risposta:
Ma è possibile cambiare il proprio futuro senza apportare dei cambiamenti e senza provare qualcosa di diverso e/o rimanendo legato esclusivamente alle proprie esperienze precedenti ? Già la parola cambiamento dovrebbe essere sufficiente a descrivere la propria situazione e portarci a valutare anche altre opportunità.

By |2017-07-22T12:15:09+00:00settembre 23rd, 2014|Generale, Lavoro|0 Comments

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